• Il primo sistema di ondulazione permanente

    All'inizio del secolo le donne usavano portare i capelli lunghi e ondulati, per una questione di moda e apparenza. Il metodo dell'ondulazione a ferro fu progettato da Marcel Grateau, avveniva riscaldando una tenaglia che serviva ad ottenere un particolare effetto solo sui capelli lunghi.
    Appena la moda iniziò a dettare nuove regole, fu necessario trovare un modo per ottenere l'ondulazione anche sui capelli corti, cosa non fattibile fino a quel momento. Il primo a sviluppare un sistema di ondulazione permanente fu il parrucchiere tedesco Karl Nessler (conosciuto come Charles Nestle), nel 1905.
    Il sistema di Nessler consisteva in un gruppo di cilindri sui quali i capelli venivano avvolti, arricciati e collegati ad una macchina che si riscaldava per mezzo di una resistenza elettrica. I cilindri caldi erano tenuti lontani dal cuoio capelluto da un complesso sistema di contrappesi, l'intero processo durava ben 6 ore.
    Il metodo di Nessler fu provato per la prima volta a Parigi su Katharina Laible, alla quale Nessler bruciò per ben due volte tutti i capelli ed il cuoio capelluto, dopo questo incidente di percorso Nessler si sposò con lei. Nel 1915 si trasferisce negli Stati Uniti dove scopre che molte macchine per la permanente furono letteralmente copiate dal suo brevetto. Aprì diversi saloni di bellezza in New York e brevettò il sistema migliorato secondo le leggi degli Stati Uniti.

  • Salone Emanuela usa prodotti PAUL MITCHELL

    Con sperimentazione animale s'intende l'utilizzo scientifico a scopo di studio e ricerca di animali, per esempio in ambito farmacologico, fisiologico, fisiopatologico, biomedico e biologico.

    Nel mondo si stima che il numero di vertebrati (dal pesce zebra ai primati) usati per esperimenti sia compreso tra 10 e gli oltre 100 milioni all'anno. In questo numero non sono inclusi gli invertebrati; il numero di ratti e topi, usati negli Stati Uniti nel 2001, è stimato in 80 milioni di unità.

    Al 2008, in Europa, i vertebrati maggiormente usati erano i topi (59,30%) quindi i ratti (17,70%) e a seguire animali a sangue freddo (9,6%) e quindi uccelli (6,3%).

    Organizzazioni animaliste come la PETA, la BUAV e in Italia la LAV, contestano le legittimità della sperimentazione animale affermando come essa sia crudele, di scarsa rilevanza scientifica, non adeguatamente regolamentata, non in linea con i tempi e che gli animali hanno un intrinseco diritto a non essere usati come cavie.

  • La “CAPERA” ovvero la parrucchiera

    La “capera” era una giovane napoletana, che vestiva sempre con ricercatezza per il suo stato, ed era curata in modo particolare nell'acconciatura, modello per le signore. Questa popolana, abile a lavorare con le mani, di buon gusto, acconciava i capelli a domicilio, faceva tagli all’ultima moda o dava consigli sul trucco alle clienti. Se aveva la reputazione di essere brava, poteva diventare la parrucchiera delle nobili dame, le quali cambiavano o curavano le acconciature ogni giorno. Altrimenti, era relegata a lavorare nei bassi o nei vicoli, ad arrampicarsi nei piani della servitù, dove l’attenzione per la capigliatura da parte delle donne del popolo o di servizio era occasionale. Infatti, preparava le popolane solo per eventi particolari, come feste, processioni e pellegrinaggi. Utilizzava forbici e pettini, mollette, forcine di osso e di tartaruga, delle pinze, che scaldate, servivano per lisciare o arricciare i capelli. Lavorando a domicilio, la “capera” diventava l'amica confidente delle donne. Raccoglieva sfoghi, indiscrezioni, segreti, mormorii. Prometteva di non riferire ad alcuno ciò che aveva saputo in confidenza, ma non manteneva quasi mai l’impegno preso. Oggi, “capera” è sinonimo di donna pettegola.